Copertina del libro Il giardino delle mosche, di Andrea Tarabbia
Copertina del libro Il giardino delle mosche, di Andrea Tarabbia (Facebook)

Furia sovietica

di Mariarosa Mancuso

GERONIMO Libri
Mercoledì 04 novembre 2015 alle 11:35
Replica domenica 08 novembre alle 19:30

Settembre 2004. Un commando terrorista ceceno fa irruzione in una scuola di Beslan, Ossezia del nord. Le vittime saranno 334, un solo terrorista resterà vivo. Nel suo romanzo Un demone a Beslan, uscito nel 2011, Andrea Tarabbia dava voce al terrorista sopravvissuto, in un tour de force narrativo capace di attirare il lettore già dalle prime righe.

Nel suo ultimo romanzo, appena uscito da Ponte alle Grazie con il titolo Il giardino delle mosche, Andrea Tarabbia affronta una sfida ancora più ardua. Fa parlare in prima persona il più feroce serial killer dell’epoca sovietica, Andrej Čikatilo. Marito e padre, comunista convinto, uomo dalla vita apparentemente tranquilla, il mostro di Rostòv aveva sulla coscienza una cinquantina di vittime. Chi cercò di dargli la caccia fu ostacolato dall’ideologia staliniana: “certi crimini sono un prodotto del capitalismo, in URSS non esistono”.

Era nato durante la grande carestia in Ucraina, fu processato mentre l’Unione Sovietica si stava sgretolando. La sua storia – raccontata in questo libro bellissimo e terribile – va in parallelo con le tragedie sovietiche. Mariarosa Mancuso ha intervistato Andrea Tarabbia.

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