Ritratto di Diane de Poitiers come dea Diana della caccia esposta nella camera da letto di Francesco I al Château de Chenonceau. (Wikipedia)

Diane de Poitiers: l’amante del Re e i miti della storia

di Roberto Antonini

GERONIMO
Storia e memoria
Lunedì 11 settembre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 17 settembre 2017 alle 08:35

 

È una delle donne più celebri del Rinascimento e della storia della Francia. Nota per la sua bellezza, per la scaltrezza, e naturalmente soprattutto per il suo ascendente sul re di Francia Enrico II. Su Diane de Poitiers è stato scritto tutto e di più. Eppure in realtà, ci dice uno dei maggiori storici del rinascimento Didier Le Fur, ospite di Roberto Antonini, si lei in realtà sappiamo poco. E quanto crediamo di sapere è in realtà semplicemente il prodotto di pamphlet, libri fantasiosi, testi redatti sul registro dell’encomio o dell’elogio nei decenni e secoli successivi da parte di nemici o amici del cattolicesimo o del casato dei Valois al quale appartenevano i re di Francia nel XVI secolo, fino all’avvento del Borbone Enrico IV. L’amante del Re, di 20 anni più vecchia di lui, è stata all’origine di innumerevoli biografie, basate su fatti per nulla accertati. Didier Le Fur con il suo "Diane de Poitiers" edizioni Perrin ci propone un ritratto reale, basato sulla rara documentazione dell’epoca. Ne emerge così una donna ben diversa da quella avversata o incensata. Una donna che come tante donne del Rinascimento viveva in una società dove vigeva una forte discriminazione di genere.

 

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