Era il 26 aprile del 1986 quando il reattore numero 4 della centrale nucleare di Černobyl esplose, liberando nell’atmosfera una quantità enorme di isotopi radioattivi. Un evento che ha segnato la storia europea e mondiale, lasciando una ferita ancora aperta: oltre alle vittime della catastrofe, ettari di foresta furono distrutti dalle radiazioni e molti animali morirono a causa della contaminazione del suolo e delle acque.
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Ma Cernobyl è oggi anche il luogo di una sorprendente rinascita ecologica. A quarant’anni dall’incidente, “Il Giardino di Albert” propone una puntata che intreccia memorie, ricerca scientifica e racconto naturalistico, per capire cosa accade alla natura dopo un disastro ecologico. Ospiti di Alessandra Bonzi, Olena Burdò e Iuhin Tukalenko ricercatori in radiobiologia e radioecologia dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, Oleksandr Borsuk, responsabile del laboratorio di flora e fauna della Riserva della Biosfera Radiologica ed Ecologica di Černobyl’ e Stefano Mancuso, botanico e neurobiologo vegetale.
Černobyl’ – l’eterno giardino - ci ricorda che il più grande fattore di disturbo di un ecosistema è l’essere umano, ma la natura, quando le viene lasciato spazio, possiede una straordinaria capacità di resilienza.
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