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Donne "scienziate" nell’Alto Medioevo

Il luminoso caso di Salerno e di Trota de' Ruggiero, di Clara Caverzasio

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 06 dicembre 2018 alle 11:35
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Il Medioevo è stato a lungo considerato come un'epoca buia e poco significativa della storia europea. Un pregiudizio duro a morire anche in ambito scientifico; eppure è proprio fra il duecento e il trecento che comincia a manifestarsi un pensiero scientifico in senso proprio. Questo non significa però che prima della nascita delle università, proprio a cavallo tra '200 e '300, non si possa parlare di scienza, di scienziati e anche di scienziate. Anzi, se mai vi fu, durante il Medioevo, la possibilità per le donne di accedere alla cultura alta, questo avvenne prima della nascita delle università, perché le donne, non avendo accesso al clero, ne furono totalmente escluse. Donne che avevano fin lì potuto accedere al sapere, e diventare addirittura Magistre, sostanzialmente in un modo solo: la via del monastero. Ma tra il X e il XIII secolo, nel Sud Italia si sviluppò un’oasi felice: la città di Salerno, un crogiolo di culture ed etnie diverse, che conobbe uno splendore economico e culturale tale da renderlo uno dei uno dei luoghi più vitali del mondo allora conosciuto. Nel suo golfo venivano accolte le menti più brillanti dell’epoca: intelletti che spiccavano nelle scienze matematiche e filosofiche e che molto concorsero allo sviluppo della moderna medicina. Qui infatti ebbe sede la Scuola medica, che divenne talmente rinomata da essere considerata precorritrice delle prime università d'Europa, alla quale potevano accedere anche le donne. Tra gli esponenti di spicco di questa istituzione prestigiosa, a cavallo tra XI e XII secolo, vi fu proprio una donna: Trotula o Trota de' Ruggiero cui dobbiamo di fatto la nascita della ostetricia e della ginecologia come scienze mediche, grazie anche ai suoi testi con i quali riesce a diffondere concetti e acquisizioni avanzatissime della medicina araba. Di Trota de' Ruggiero, delle donne nella scienza e di Medioevo ci parlano Gabriella Zuccolin, storica della medicina dell’Università di Pavia e Michela Pereira docente di Storia della filosofia medievale presso l'Università di Siena.

 

 

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