(ITER Organization unless otherwise specified)

Fusione, mon amour. Ovvero la terza via del nucleare

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di albert
Sabato 19 settembre 2015 alle 18:00

Replica domenica 20 settembre alle 10:35

Icaro, si sa, ebbe l’ambizione di poter volare vicino al sole con ali di cera, Prometeo invece quella di ridonare agli uomini il fuoco: entrambi, come sappiamo, fecero una brutta fine. C’è però chi oggi, pur avendo ambizioni analoghe, - dare agli uomini l’energia solare in modo pulito e abbondante, - cerca di rimanere coi piedi ben piantati per terra. Si tratta dei 35 paesi, tra cui anche la Svizzera, che partecipano al progetto ITER (international thermonuclear experimental reactor), che ha sede a Cadarache nel sud della Francia, dove è in costruzione il grande sito che ospiterà il reattore a fusione nucleare, dove di fatto si riproduce quanto avviene all’interno del sole e delle altre stelle. Una sfida energetica epocale vista la posta in gioco, e che sta per essere realizzata malgrado le molte incognite, i tanti interrogativi e i tempi lunghi necessari. Di cosa si tratta esattamente e in che cosa la "fusione" differisce dalla "fissione"? E ancora, a che punto sono i lavori e a quando i primi esperimenti? A queste e ad altre domande risponderanno il direttore di ITER, Bernard Bigot e il portavoce di Iter Michel Classaens, nel Giardino di Albert di sabato 19 settembre, che vi propone un reportage realizzato da Clara Caverzasio proprio dal grande e avveniristico cantiere di ITER.

 

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