Illustrazione Scienza in un monastero medievale
Illustrazione Scienza in un monastero medievale (iStock)

Giordano Bruno: pensatore della diversità e degli infiniti mondi

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Sabato 07 maggio 2016 alle 18:00

Replica domenica 08 maggio 2016 alle 10:35

 

Filosofo, anticonformista, martire del libero pensiero, proto scienziato, "mago ermetico”, pensatore razionale: questo e molto altro ancora fu Giordano Bruno, frate domenicano vissuto nella seconda metà del ‘500 (Nola, 1548 – Roma 1600), alla fine di quel Rinascimento spesso dipinto come un’epoca pacificata, di fatto piena di tensioni, di contraddizioni e di contrasti; di utopia e disincanto. Quel che è certo è che fu una figura complessa e poliedrica, mai ferma, né in senso geografico,- percorse tutta l’Europa-, né in senso conoscitivo: era infatti animato da quello che lui definì un “eroico furore”, ovvero quello per la vita speculativa, volta alla conoscenza. Ma il furore, era per lui anche rottura dei confini, degli equilibri stabiliti, delle categorie fisse, che proprio Bruno ci ha insegnato che non funzionano, perché tutto è vicissitudine e mutamento: il cosmo, il nostro pensiero, l’uomo, la Natura. Non a caso a lui spetta la paternità dell’idea di “relatività” – la relatività del moto che poi è diventato quel principio galileiano così importante per la fisica moderna -. Ma il concetto fondamentale della sua “Filosofia”, rimane l’infinità dell’Universo, un’idea, per la sua epoca, estremamente rivoluzionaria: un universo eterno, infinitamente esteso, composto di un numero infinito di sistemi solari simili al nostro e sprovvisto di centro, visione fortemente in contrasto con la dottrina della Chiesa Cattolica che poneva la Terra e l’uomo al centro dell’Universo.

Una nuova cosmologia che, ancor più di quella di Copernico, ebbe delle conseguenze importanti sul piano della visione dell’uomo e della società, e che lo condusse al rogo. Ma la sua filosofia sopravvisse alla sua morte, e malgrado Bruno non avesse certo il rigore dello scienziato cui noi siamo abituati, le sue idee contribuirono alla nascita della mentalità scientifica, aprendo la strada alla Rivoluzione scientifica moderna. Di questo ci parlerà il filosofo della scienza Giulio Giorello, nel Giardino di Albert di sabato 7 maggio.

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