Muschio (iStock)

Il muschio risorto

Il ritiro dei ghiacciai in Antartide rivela vecchie forme di vita, di Clara Caverzasio

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 14 giugno 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 16 giugno 2018 alle 18:00

 

Risvegliarsi dopo un sonno di oltre 600 anni nei ghiacci dell’Antartide: è quanto è successo a un tipo di muschio rimasto per secoli in uno stadio intermedio tra la vita la morte, che prende il nome di criptobiosi, quel fenomeno per cui un organismo vivente entra in uno stato di vita “ametabolico”, cioè con assenza di metabolismo, in risposta a condizioni ambientali avverse, quali essiccazione, congelamento e mancanza di ossigeno.

È quanto ha scoperto l’ecologa e botanica Nicoletta Cannone, docente di botanica sistemica all’università dell’Insubria, che studia la biodiversità della vegetazione delle aree fredde e gli impatti del cambiamento climatico attuale su questa biodiversità. Il ritorno alla vita di questo organismo è infatti dovuto al ritiro dei ghiacciai in Antartide, il continente più freddo e secco che ci sia (il record è stato di 93 gradi sotto zero), un immenso deserto di ghiaccio che nasconde valli e catene montuose, dove la Cannone ha condotto vari spedizioni, e che rappresenta però una delle tre zone al mondo, insieme alle Alpi e all’Alaska, che dal 1950 al 2.000 ha subito il riscaldamento più forte di tutto il pianeta.

Va da sé che la scoperta della criptobiosi e la possibilità ora di capire i meccanismi di sopravvivenza nel tempo di questi organismi apre delle notevoli prospettive in vari campi, da quello medico a quello dell’esplorazione spaziale.

Nel “Giardino di Albert” di giovedì 14 giugno Nicoletta Cannone ci illustrerà le tante ricadute di questa scoperta, così come i pericoli legati al Riscaldamento climatico.

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