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Malaria: dall’oblio al Nobel

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Sabato 24 ottobre 2015 alle 18:00

Replica domenica 25 ottobre alle 10:35

Poche civiltà, nel corso della storia, l'hanno scampata: la malaria infatti ci è accanto da ancor prima che noi diventassimo esseri umani, visto che i nostri antenati ominidi ne hanno sofferto quasi certamente. Si tratta di un’infezione causata da un piccolo parassita, che si propaga nella popolazione umana usando come vettore alcune specie di zanzara, e che non solo è molto tenace e ingegnoso, ma anche molto complesso dal punto di vista genetico. A tutt’oggi è una delle principali cause di morte al mondo e mette a rischio il 40% della popolazione, malgrado sia prevenibile e curabile, grazie in particolare a un farmaco efficace, che non presenta effetti secondari, e che è poco costoso, in quanto, trattandosi di un principio attivo di una pianta, non è brevettabile. Si tratta della “artemisinina”, che in questi ultimi anni ha permesso la diminuzione dei morti per malaria da un milione e mezzo a mezzo milione, per lo più bambini. Ecco perché, pur con molto ritardo, il Nobel per la fisiologia e la medicina quest’anno è andato anche alla scopritrice dell’artemisinina, la ottantaquatrenne cinese Tu Youyou, che negli anni ’70 ha scoperto l’uso di questo principio attivo in un antichissimo libro di medicina tradizionale cinese. Un Nobel che da un lato riporta l’attenzione su una malattia dimenticata, in cui entrano in gioco farmaci, vaccini ma anche condizioni sanitarie, socio-economiche e relative all’istruzione dei paesi maggiormente colpiti, e che dall’altro pone l’attenzione su una medicina tradizionale naturale, forse scomoda, ma, come è il caso dell’artesiminina, efficace. Se ne parla nel Giardino di Albert di sabato 24 ottobre con Giampietro Corradin biochimico dell’Università di Losanna dove sta mettendo a punto un vaccino contro la malaria;e Gabriele Peroni, farmacista e fitoterapeuta, tra i massimi esperti di piante medicinali.

 

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