Sara Petrella (3./5)

di Mattia Pelli

Mostri seicenteschi; collezioni di arte coloniale; rappresentazioni dell’anatomia femminile: l’attività di ricerca di Sara Petrella non ha confini, soprattutto perché improntata all’interdisciplinarietà e all’inclusività. Di origine svizzera e italiana, è storica dell’arte e le sue inchieste dall’Università di Ginevra, dove ha conseguito il dottorato studiando la costruzione del concetto di esotico nel Settecento, l’hanno portata in Canada, a Montréal, dove ha lavorato a progetti di ricerca con comunità e centri culturali indigeni.

Attualmente è ricercatrice presso l’Università di Neuchâtel, dove lavora sulle collezioni etnografiche svizzere, la fabbrica delle figure di alterità occidentali e sulla costruzione dell’identità femminile nella Modernità.

Tra le sue pubblicazioni, segnaliamo “Le singe de l'autre. Du ‘sauvage’ américain à l'histoire comparée des religions” (Des Cendres-BGE, 2016) e “Quand les dieux étaient des monstres”, in uscita a ottobre.