Marcel Azzola

di Oliver Bosia

Oggi vogliamo rendere omaggio a uno dei più grandi accordéonistes della canzone francese, un artista che dopo gli esordi da ragazzino nei balli delle guinguettes dei quartieri popolari di Parigi si è affermato come accompagnatore di molti dei massimi chansonnier, da Edith Piaf a Yves Montand, da Barbara a Boris Vian, da Gilbert Bécaud a Juliette Gréco, con il celebre episodio di Jacques Brel che nella sua Vesoul lo incita a spingere: “chauffe Marcel, chauffe!”

Avrete forse inteso che si tratta di Marcel Azzola, che vogliamo ricordare a due anni quasi esatti dalla sua scomparsa: un grande musicista che ha saputo “stare nell’ombra” con inconsueta discrezione, offrendo il suo prezioso contributo con immenso talento, sempre animato da un’infinita passione per la musica; un fisarmonicista “francesissimo” di origini bergamasche, che ogni tanto ha voluto esprimersi in modo originale, seguendo la sua predilezione per il jazz senza mai rinnegare la tradizione popolare che lo ha nutrito fin da bambino.