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Destinazione Svizzera

Le mete elvetiche più celebri fanno i conti con folle, influencer e nuovi algoritmi

  • 30.06.2026
  • 4 min
  • Natascha Fioretti
  • Ti-Press
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Turismo di massa. La Svizzera non regge più, si diceva qualche giorno fa a Falò sulla RSI e anche su la Repubblica.

Qualche giorno fa si raccontava dell’affollamento, quasi “veneziano”, di Lucerna, che con i suoi 83’000 abitanti sarebbe una città a misura d’uomo se non fosse per quel milione e mezzo di turisti che la visita ogni anno. Un numero di turisti per abitante che supera addirittura quello del capoluogo veneto.

Lo scriveva la Neue Zürcher Zeitung, secondo cui nelle giornate estive i visitatori finiscono per dettare il ritmo della città, stretta tra il Lago dei Quattro Cantoni, la Reuss e le colline. Mentre domina un’atmosfera rilassata da vacanza, i residenti faticano a gestire la quotidianità.

Ma lo stesso problema, lo sappiamo, c’è anche nell’Oberland bernese. C’è a Grindelwald, meta ambitissima tutto l’anno insieme alle sue cime simbolo, il Mönch e la Jungfrau, dove i pernottamenti sono passati da 1,1 milioni nel 2012 a 1,6 milioni nel 2022.

Sono soltanto alcuni esempi. E sappiamo anche come, negli ultimi anni, a indirizzare e ispirare i turisti nei loro viaggi siano stati gli influencer, con le loro foto e i loro racconti su Instagram e TikTok.

C’è, ad esempio, l’account Instagram di Darling Ari Reid, una ventenne ricca e modaiola che divide il suo tempo tra località sciistiche di lusso nelle Alpi francesi e in Svizzera, dove individua e vende chalet e appartamenti di lusso alle élite di tutto il mondo.

Ma, oltre a gestire gli annunci immobiliari, condivide anche i suoi consigli sul proprio profilo Instagram, suggerendo i luoghi da visitare, gli hotspot del momento. Tra questi ci sono le sue visite al McDonald’s più costoso di Zermatt; questa settimana era invece sul Lago di Como e, il 21 giugno, al Ponte dei Salti, in Val Verzasca.

La sua foto scattata al Ponte dei Salti ha ottenuto 20.000 “like”, 494 commenti e 70 condivisioni. Ma, insomma, questa non è una novità. Come lei ci sono tanti altri influencer che fanno lo stesso.

Come dicevo in apertura, se l’influenza dei social è un problema noto da tempo per il turismo, soprattutto quello “mordi e fuggi”, che non si cura tanto del contesto in cui un punto di attrazione è immerso — perché, alla fine, lo scopo è poter dire e mostrare: “Io ci sono stato” — oggi a tutto questo si aggiunge la questione dell’intelligenza artificiale.

Lo raccontava proprio il Tages-Anzeiger qualche giorno fa: sempre più persone, soprattutto i giovani, usano strumenti come ChatGPT per organizzare le vacanze, consultando sempre meno il sito ufficiale MySwitzerland.com.

Tutto questo rende più difficile per la Confederazione promuovere destinazioni meno conosciute e riuscire così a distribuire meglio i flussi turistici su tutto il Paese. Un obiettivo importante, naturalmente, per contrastare proprio l’overtourism in luoghi molto frequentati, come Lucerna o Grindelwald.

Secondo un recente sondaggio di YouGov Svizzera, il 21% della popolazione utilizza strumenti come ChatGPT per pianificare i viaggi. Tra gli under 45 la percentuale sale addirittura al 29%. A livello internazionale, invece, la quota si avvicina al 40%, mentre la frequenza di visita del sito di Svizzera Turismo, MySwitzerland.com, è diminuita di circa un quarto a causa di questa evoluzione.

E allora che cosa succede? Per recuperare terreno, l’ente sta sviluppando una propria intelligenza artificiale, che fornisca innanzitutto informazioni più affidabili — perché spesso anche l’IA non è accurata nelle informazioni che diffonde — e soprattutto che indirizzi i turisti verso destinazioni alternative, meno affollate e più sostenibili.

L’obiettivo, insomma, è assicurarsi che i turisti in Svizzera non visitino sempre gli stessi luoghi, ma si distribuiscano meglio su tutto il territorio.

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