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“Chi parla romancio, conosce di più”
Laser 17.09.2015, 11:00
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Uno dei massimi scrittori svizzeri di questi ultimi decenni, Hugo Loetscher, diceva giustamente che il provincialismo e la periferia non sono una condizione data una volta per tutte ma piuttosto il prodotto di una scelta, ovviamente in senso negativo. Questo discorso vale anche per le cosiddette lingue provinciali e periferiche, che in un mondo sempre più uniformato vanno acquisendo un peso e un valore sempre più marcato. Il Rumantsch Grischun, la koiné parlata nel Canton Grigioni, è il tipico esempio di una lingua che esprime un piccolo mondo all’interno dei confini elvetici ma nello stesso tempo appartiene all’Europa, laddove per “Europa” bisogna intendere uno spazio culturale e più ancora una ben precisa idea di cultura e di scambio, un’Europa insomma molto più ampia e senza dubbio più significativa dell’Europa della politica, dei diktat economici e del centralismo burocratico. Il laser di oggi, a cura di Mattia Mantovani, è dedicato alla lingua e alla letteratura del Canton Grigioni e propone un incontro con Iso Camartin, scrittore e saggista nato nel 1944 a Coira ma cresciuto a Disentis, che per dodici anni, dal 1985 al 1997, ha insegnato cultura e letteratura retoromancia al Politecnico Federale e all’Università di Zurigo e in seguito ha diretto i programmi culturali della Televisione della Svizzera tedesca. Tante lingue si parlano, tanti cuori si posseggono, diceva più di due secoli fa il romantico tedesco Herder. Ed è tanto più vero per una piccola lingua come il Rumantsch Grischun. Anzi, come avrà modo di spiegare Iso Camartin, “chi parla romancio conosce di più”.

