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“Il Re dell’uvetta”

di Anna Casanova

  • 05.01.2017, 10:00
iStock-Uvetta, Alimenti secchi, Cucchiaio, Cibi e bevande, Cibo
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Giovedì 05 gennaio 2017 alle 09:00
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“Il Re dell’uvetta”

Laser 05.01.2017, 10:00

Ha fondato il Sequoia National Park, ha insegnato a dipingere a Strindberg, ha raccolto la più ricca collezione di tessuti maya al mondo, è stato pioniere della coltivazione dell’uva sultanina nella San Joaquin Valley-California ed è stato uno dei massimi esperti di lombrichi in Svezia tanto da avere l’ammirazione di Darwin. È stato un fuoriclasse, uno zoologo, un fotografo, un pittore. Lui è Gustav Eisen, un affascinante genio svedese dimenticato che ha vissuto tra la Svezia e l’America, a cavallo tra Ottocento e Novecento, uno scienziato con il gusto della sfida ed una sete inarrestabile di nuove conoscenze. A farci rivivere l’avventurosa vita di Gustav Eisen, lo scrittore svedese Fredrik Sjoberg, anch’egli collezionista, esperto di mosche, entomologo, ricercatore e narratore della natura che dedica appunto ad Eisen il suo secondo romanzo “Il Re dell’uvetta” (edito da Iperborea). Amante degli spazi limitati e circoscritti -dal 1986 vive infatti con la sua famiglia nell’isola di Runmaro, al largo di Stoccolma- ma anche grande viaggiatore Fredrik Sjoberg ci racconta la genesi del romanzo, la vita leggendaria di Eisen, la forza della conoscenza e di studi impareggiabili, l’amore per la natura e ci propone un’interessante educazione ambientale per le nuove generazioni.

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