LASER
Lunedì 28 novembre 2016 in diretta alle 09:00
Replica alle 22:35
È stato senza ombra di dubbio una delle figure maggiori del secolo trascorso. Il rivoluzionario, il patriarca di una nazione e di un’idea, il controverso autocrate, l’intellettuale capace di grandi analisi globali, l’accentratore. Fidel ha diviso non solo i cubani, ma l’opinione pubblica mondiale. Simbolo della resistenza all’impero americano per gli uni, dittatore figlio di un’ideologia totalitaria per gli altri, Castro ha segnato la storia della guerra fredda e dell’emancipazione dell’America Latina dalla tutela degli Stati Uniti. Amico dell’Unione Sovietica, il rivoluzionario viene spesso associato, anche nell’iconografia popolare, al Che Guevara, icona della rivoluzione. Eppure i rapporti fra i due protagonisti della rivoluzione che pose fine alla dittatura di Fulgencio Batista nel 1959, non furono sempre idilliaci e c’è chi ipotizza che dietro alla morte del Che in Bolivia vi fu proprio una macchinazione ordita dai sovietici in combutta con Fidel. Eroe, a volte personaggio romantico per i suoi seguaci, il lider maximo aveva dovuto lasciare per ragioni di salute la leadership del paese nel 2007, ruolo che assunse il fratello Raul. Così dal 1959 i cubani hanno ininterrottamente avuto per guida uno dei due fratelli Castro: prova, per i critici, di quanto il regime sia sempre stato nepotista e liberticida. Laser ne discute con alcuni esperti per circostanziare, a livello storico e culturale, una grande figura della nostra epoca.

