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Alle origini della critica letteraria

di Antonio Ria

  • 17.10.2014, 11:00
Manoscritto del Roman de la Rose (1420 - 1430)

Manoscritto del Roman de la Rose (1420 - 1430)

  • Wikipedia

Indagare le origini della critica letteraria significa riattivarle. Da questo presupposto parte l’incontro con Roberto Gilodi, che insegna Storia della critica letteraria all’Università di Torino ed è autore del volume Origini della critica letteraria: il libro, pubblicato da Mimesis, scandaglia le sorgenti della critica letteraria nella cultura filosofica e letteraria tedesca tra Sette e Ottocento, con pensatori come Schleiermacher e Friedrich Schlegel, modelli ermeneutici e letterari all’altezza anche dei nostri tempi. Partecipa all’incontro Federico Vercellone, docente di Estetica all’Università di Torino e critico del quotidiano «La Stampa». Proprio alla fine del Settecento – sottolinea il prof. Gilodi – si afferma una "ricerca di nuovi fondamenti e di nuove ragioni del fare artistico e si delinea un modo nuovo di concepire l’analisi critico-letteraria in cui critica, filologia ed ermeneutica costituiscono tre momenti della stessa attività conoscitiva"; senza dimenticare – sono ancora parole di Gilodi – che "in origine la critica letteraria moderna è stata una critica della modernità". L’arricchimento che la critica letteraria porta all’ermeneutica (intesa non solo come filosofia del comprendere ma anche come metodo dell’interpretazione dei testi), è che "essa mette a confronto due soggetti: l’autore e l’interprete", dando rilevanza al fatto che spesso l’interprete-critico "porta a consapevolezza ciò che l’autore ha incosciamente inteso". Infine Roberto Gilodi e Federico Vercellone indicano gli strumenti concettuali e metodologici con cui dare forma oggi al rinnovamento e alla vivificazione della critica letteraria, proprio attraverso l’analisi e lo studio delle sue radici.

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Alle origini della critica letteraria

Laser 17.10.2014, 11:00

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