Laser

Alto Adige

di Guido Piccoli

  • 01.06.2018, 11:00
iStock Alto Adige
  • iStock

LASER
Venerdì 1. giugno 2018 alle 09:00
Replica alle 22:35

Stare fermi è impossibile. O si va avanti o si va indietro. Vale per tutto e tutti, e soprattutto per l’Europa che, se non è ancora moribonda, è sicuramente sofferente e ansimante. E vale anche laddove sembrano regnare benessere e serenità, come in quella terra verde, ricca di belle montagne e folti boschi, dal reddito alto e la disoccupazione al minimo, che si chiama (e qui sta parte del problema) sia Alto Adige che Sud Tirolo. Forti dell’avanzata della destra nazionalista nella vicina Austria, alcuni suoi figli e nipoti che vivono a Bolzano e nelle valli circostanti hanno ripreso a rivendicarne l’appartenenza. Stavolta e per ora senza quel tritolo che negli anni ’60 abbatté tralicci e fece saltare qualche casermetta, provocando una ventina di morti. Stavolta e per ora chiedendo, solamente per sé, il doppio passaporto. Una misura tutta formale, ma utile a riesumare il problema di una terra passata d’autorità da Vienna a Roma alla fine della prima guerra mondiale e utile ancora di più a rivendicare un’altra volta il referendum sull’appartenenza nazionale. A parlare di questo, da prospettive diverse, sono lo storico Giorgio Delle Donne, il giornalista Toni Visentini, il consigliere dei Verdi Riccardo dello Sbarba e l’ex consigliere del Südtiroler Freiheit, Eva Klotz, figlia di Georg (considerato dai diversi punti di vista indipendentista e terrorista), condannata soltanto un mese fa per vilipendio al tricolore bianco, rosso e verde da un tribunale di Bolzano.

Ti potrebbe interessare