Beirut vuole dimenticare. Le ferite della guerra civile che ha insanguinato le sue strade negli anni 70 e 80 sono ancora aperte, e il conflitto in Siria, con le sue derive di intolleranza religiosa nei confronti delle minoranze, risveglia i fantasmi di un passato che il Libano non ha mai affrontato, anche perché la classe dirigente è sempre la stessa. Meglio allora seppellire le tragedie sotto colate fresche di cemento. Nella capitale spuntano così torri e grattacieli moderni e anonimi, che lasciano improvvisamente il passo ad aree povere e dilapidate, sulle quali allungheranno presto le mani costruttori e imprenditori, spesso membri dell’establishment politico, assecondati da leggi edilizie studiate ad hoc per chi vuole investire nel mattone. La ricostruzione ha concesso molto alla speculazione, particolarmente incline anche alla privatizzazione del suolo pubblico. Laser vi propone un viaggio nel cuore di questo cantiere aperto per capire, insieme alle origini e ai modi di questa frenesia, come sta cambiando l’anima della città.

Amnesia Beirut
Laser 08.12.2014, 20:30
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