LASER
Venerdì 29 giugno 2018 alle 10:00
Replica alle 22:35
Hans Joachim Schellnhuber, che potremmo anche definire il profeta gentile del cambiamento climatico, è il prezioso autore dell'enciclica verde di Papa Francesco, consulente della cancelliera Angela Merkel, fondatore e direttore dell'Istituto per la ricerca sull'impatto climatico di Potsdam e membro di lunga data del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC). Per il suo impegno in favore del clima la Regina Elisabetta II, nel 2004, lo ha nominato Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo questa primavera agli Eventi letterari al Monte Verità dove ha presentato il suo testamento sul clima, un tomo di 800 pagine dal titolo "Suicidio col fuoco. La fatale relazione tra clima, uomo e carbonio" uscito per l'editore tedesco C. Bertelsmann. Schellnhuber non è solo illuminante e, al tempo stesso, terrificante, per il suo sconfinato sapere scientifico e per la sua esperienza sul campo, ma per il suo impegno ad uscire dalla torre d'avorio della scienza e a comunicare con tutti quegli attori che insieme possono, devono agire per sortire un'inversione di tendenza e consegnare alle prossime generazioni un mondo che non sia devastato. Il climatologo, spesso definito un allarmista da politici come Donald Trump per le sue tesi scomode, non solo ci illustra molte verità ma rompe quei luoghi comuni, sfata quelle bufale di cui la nostra epoca si ciba ormai regolarmente pur di non vedere come stanno veramente le cose. Anche sul fenomeno delle migrazioni è molto chiaro e ci dice che non si attenueranno i flussi e che presto una delle cause principali delle ondate migratorie saranno proprio il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale. Il suo non è solo un testamento ma anche un ultimo tentativo di svegliare gli animi di tutti noi prima che sia troppo tardi. Anzi, forse, ci dice, non siamo già più in tempo.

