LASER
Mercoledì 20 agosto 2014 alle 09:00
Replica alle 22:35
Capitale dell'Azerbaigian, in questi ultimi anni Baku è diventata un centro culturale importante, soprattutto per l'arte contemporanea, grazie ai petrodollari incanalati nel mercato dell'arte e negli investimenti pubblici in cultura. In questo reportage, la nostra collaboratrice Farian Sabahi incontra l'artista Aida Mahmudova, direttrice dell'associazione Yarat. Con lei, ci sono Farid Rasulov, Orkhan Huseynov e Rashav Alakbarov. Attraverso le loro testimonianze, in inglese e in lingua azerì (una lingua del ceppo turco), potremo comprendere il percorso professionale e l'importanza della religione musulmana per questi artisti che, pur esponendo anche all'estero, continuano a vivere in questa repubblica ex sovietica del basso Caucaso.
Questi quattro artisti hanno presentato le loro opere alla Biennale di Venezia 2013, nel padiglione dell'Azerbaigian, e poi ancora nella mostra Love me love me not di Baku. Le loro opere vanno controtendenza, raccontando per esempio il caos apparente del mondo islamico per affermare invece il suo ordine, e la storia come nel caso di This too shall pass in cui Rashav Alakbarov si sofferma sul fatto che in Azerbaigian l'alfabeto è stato cambiato quattro volte nel giro di un secolo.
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Baku, centro culturale del basso Caucaso
Laser 20.08.2014, 12:40
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