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Barricate d’Arte

di Alice Gussoni

  • 10 December 2014, 09:00
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  • Courtesy Pagina FaceBook MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz_città meticcia

Le barricate d'arte sono forme di resistenza creativa, diffuse attraverso l'Europa con l'esperienza delle occupazioni illegali.

Il Maam, Museo dell'altro e dell'altrove a Roma, il 59 Rivoli a Parigi, e la Kunsthaus Tacheles a Berlino, sono luoghi “inventati” per accogliere artisti, curatori e performer propensi a un'idea di arte alternativa ai circuiti ufficiali di musei e gallerie. Ognuno di questi posti ha sviluppato particolari attitudini, rispondendo alle esigenze dei suoi abitanti ma anche alle richieste della città in cui si trovano, adattandosi al tessuto sociale e a leggi che non sempre hanno saputo salvaguardare la loro esistenza, nonostante il riconoscimento sociale che nel tempo hanno acquisito.

All'estrema periferia di Roma, nel 2012, è nato il Maam, grazie all'intuizione di un collettivo di artisti che ha deciso di intervenire con opere site-specific all'interno di Metropoliz, Città meticcia, un'occupazione abitativa che ospita centinaia di famiglie provenienti da ogni parte del mondo. L'intera struttura, una ex-fabbrica della Fiorucci, oggi di proprietà di un noto costruttore romano, è stata quindi trasformata in un museo situazionista, al cui interno sono presenti opere realizzate da autori come Pablo Echaurren, Giovanni Albanese, G.M. Tosatti.

Giorgio de Finis, curatore e regista, spiega come le opere inamovibili siano una provocazione. La loro capacità di difendere un'idea diversa di spazio abitativo infatti viene costantemente messa alla prova dal pericolo di uno sgombero, creando allo stesso tempo un legame che unisce occupanti e visitatori, uniti attraverso l'arte e la sua esperienza in luogo normalmente chiuso al pubblico. Diversamente, ma in modo uguale, il 59 Rivoli di Parigi, situato a Chatelet, uno dei quartieri più esclusivi della città, è stato occupato nel 1999 da un gruppo di artisti in cerca di uno spazio dove poter lavorare. Gaspard Delanoë è stato fra i promotori dell'occupazione e del suo cambiamento in after-squat, avvenuto dopo l'assegnazione legale del palazzetto da parte del Comune di Parigi al collettivo del 59 Rivoli. La svolta verso la legalità però non ha assicurato alcuna certezza sul futuro, e la concessione degli spazi è messa in discussione a ogni rinnovo del contratto. Infine a Berlino la Kunthaus Tachtles, situata nel quartiere di Mitte, ha rappresentato il capostipite di questa forma di occupazioni. Martin Reiter, uno dei primi occupanti e direttore artistico della galleria, insieme a Barbara Fragogna, ripercorrono la sua storia, iniziata nel 1990 subito dopo la caduta del muro, quando la parte est della città, improvvisamente svuotata dalla migrazione di 3 milioni di abitanti, è divenuta la meta prescelta da giovani e artisti provenienti da tutto il mondo. Per anni il Tachles è stato il cuore pulsante dei movimenti artistici underground europei, che in esso trovavano un'isola protetta dove stazionare, vivere e lavorare. Il suo sgombero, avvenuto nel 2012, ha lasciato un vuoto nel cuore di Berlino, dove persino le guide turistiche indicavano una delle attrattive della città, visitata da oltre mezzo milione di visitatori l'anno.

Barricate d’Arte 

  • 09.12.2014
  • 09:00

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