LASER
Venerdì 10 novembre 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35
Il pugilato, il tirare di boxe è stato uno sport che ha accompagnato, nella storia, diversi e disparati ambienti sociali. Il cinema, la letteratura e finanche le scienze sociali ne hanno descritto, nel tempo, evoluzioni, implicazioni, miti e leggende. Nel secondo dopoguerra, in una Napoli occupata dalle forze alleate e sfinita dal secondo conflitto mondiale, i cazzotti rappresentavano una delle poche risorse a disposizione di giovani sottoproletari per sbarcare il magro lunario. All'ombra del Vesuvio nasceva, in quegli anni, una generazione di pugili e maestri che avrebbe scritto pagine importanti della storia sportiva italiana così come delle modalità, formali e informali, di ricostruzione della società e del paese. Attraverso la storia orale di alcuni dei maggiori protagonisti del fenomeno si è provato a raccontare la complessità di un periodo contraddittorio ma anche colmo di prospettive e opportunità di riscatto.
Alcuni di quei pugili improvvisati sono diventati dei pilastri, degli esempi sportivi e morali per tanti altri giovani che ne hanno seguito le orme. La storia particolare di uno di loro - Agostino Cossia - si intreccia con la storia generale, turbolenta e rigogliosa di quegli anni '50 che hanno segnato in maniera significativa il passato recente.

