LASER
Martedì 02 gennaio 2018 alle 09:00
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I due bestseller dell’Italia post-risorgimentale sono due libri per ragazzi: "Pinocchio" e "Cuore". Romanzi destinati a imprimersi indelebilmente nell’immaginario collettivo, ma molto diversi, a cominciare dall’ambientazione, che in Cuore di Edmondo de Amicis, a differenza dell’immaginario mondo collodiano, si radica realisticamente in una città ben precisa: la Torino di fine Ottocento.
I luoghi di Cuore sono descritti con precisione: ad esempio la centrale via Cittadella, in cui sorge la scuola elementare, con la mitica “Sezione Baretti” i cui banchi ospitarono tutti i giovani protagonisti deamicisiani. Enrico Bottini, autore del diario dell’anno scolastico, e ognuno dei suoi indimenticabili compagni: Garrone il buono, Nelli il gobbino, Nobis il ricco, Precossi il figlio del fabbro ubriacone, “Muso di lepre” il muratorino, Coretti col suo berretto di pelo di gatto e il papà veterano delle guerre di indipendenza, il “vilain” Franti, e tutti gli altri. E via Dora Grossa (ora via Garibaldi), dove l’eroico Robetti salvò il compagno dal tram a cavalli; o via Cernaia, con la caserma tuttora presente, da dove i ragazzi vedevano passare i soldati. Ci sono ancora le soffitte, come quella in cui abitava il piccolo Crossi con la sua mamma erbivendola; e c’è la casa (tra l’altro condivisa con Salgari!) dove De Amicis abitò e in cui scrisse Cuore, e da cui tutte le mattine portava a scuola i suoi due bambini. Dalle sue finestre però allora non poteva vedere il grattacielo di Renzo Piano, che oggi svetta a Porta Susa.
Siamo andati a ripercorrere la Torino di allora, sulle strade della città di oggi. Preziosissima guida è stato per noi Pompeo Vagliani, direttore del MUSLI, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia di palazzo Barolo, con la sua collaboratrice Luciana Pasino.
Anche Emanuela Ainardi, preside di una prestigiosa scuola torinese, il Liceo Classico e Musicale Camillo Benso conte di Cavour, ha contribuito a fornirci interessanti scorci di riflessione.
Il tutto inframmezzato da alcuni brani del romanzo, letti da Mario Cei.
E dalle voci dei passanti, che testimoniano come, a Torino, Cuore sia davvero rimasto nel cuore.

