Un cimitero di guerra
Un cimitero di guerra (iStock)

Dall'opera di Marcello Fois, “Tamburini”

Con Marcello Fois, Antonio Mereu, Giacomo Casti A cura di Massimo Tarducci

Laser
Mercoledì 02 marzo 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

 

È la storia delle guerre e del destino della povera gente mandata a combattere per ideali ed interessi, a cui non appartiene. E' la storia di un sardo, Gonario Cubeddu, ma è la storia di tanti Gonario Cubeddu strappati al loro mondo quotidiano e spediti ad un massacro dai governanti e i potenti di tutte le epoche.

Ad alternare la vicenda della drammatica storia della famiglia sarda, lo scrittore inserisce brani di De Amicis e testi di memoria storica. Gonario Cubeddu discendente di Gaspare Cubeddu, caporale dell’Esercito Italiano, dal letto d’ospedale combatte contro la leucemia causata dal contatto con i proiettili contenenti uranio impoverito. E qui si racconta, al suo Capitano. Racconta la storia della sua famiglia da quando, nel 1829, Carlo Alberto di Savoia approda in Sardegna e riceve in dono un carretto, un cavallino, un Sardo, Gaspare Cubeddu e la piccola serva Adelasia, che diventerà sua moglie e madre di una numerosa famiglia. Famiglia che darà il contributo in vite, per soddisfare i voleri della guerra. Sette figli, nipoti e pronipoti che presteranno servizio in tutte le guerre a cui l'Italia ha partecipato: a Custoza, in Russia, nei due conflitti mondiali, e via, fino ai giorni nostri: Somalia, Bosnia, Iraq, dove l’ultimo erede di Gaspare, Gonario Cubeddu, in “missione di Pace”, si ammalerà di leucemia : “Caporal maggiore Cubeddu Gonario, In Somalia, in Iraq, in Bosnia… ferito senza combattere. Avvelenato dalla povertà. Consumato dalla leucemia…..”

 

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