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Giovedì 15 settembre 2016 alle 09:00
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A Firenze esiste, ed è ancora in attività, uno degli ospedali più antichi del mondo, l’Arcispedale di Santa Maria Nuova. Nella seconda metà del Duecento la città di Dante e Beatrice è una città in trasformazione. Il 23 giugno 1288 Folco Portinari, padre di Beatrice e facoltoso banchiere, dona il terreno sul quale sorgerà l’ospedale, nato grazie all’intercessione e alla volontà di una donna straordinaria, Monna Tessa, governante in casa Portinari e forse anche balia di Beatrice. Nei secoli l’edificio si ingrandisce, è soggetto a ristrutturazioni architettoniche e si arricchisce di numerosissimi lasciti e donazioni di opere d’arte. Ancora oggi conserva oltre settecento opere tra dipinti, affreschi, sculture, arredi di grande valore, testimonianza del passaggio di alcuni dei più grandi artisti di tutti tempi, da Lorenzo Ghiberti a Bernardo Buontalenti, da Andrea del Sarto a Giambologna. Per questa ragione di recente l’ospedale, situato in pieno centro storico fiorentino e dunque pronto a servire cittadini e turisti, ha inaugurato un percorso museale, che si snoda al suo interno e dentro l’annessa Chiesa di S. Egidio, percorso aperto al pubblico su prenotazione. Dell’ospedale e delle sue trasformazioni, come della medicina al tempo di Dante, parliamo con Donatella Lippi, docente di Storia della Medicina all’Università di Firenze, mentre a visitare il percorso museale ci accompagna Chiara Bartolini, segretaria della Fondazione Santa Maria Nuova.
Dante e Beatrice, storia d’amore in città (seconda parte)

