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Das Auto

di Giorgio Thoeni

  • 02.12.2015, 10:00
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Mercoledì 02 dicembre 2015 alle 09:00
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La riduzione di emissioni di Co2, negli ultimi tempi, si sta assottigliando e il miglioramento è piuttosto limitato. Secondo uno studio del “Center of Automotive Management”, in Germania le emissioni di Co2 delle nuove auto messe in commercio nel 2014 calano in media solo del 2,6% rispetto all’anno precedente. Sempre pensando al mercato tedesco, il vero problema sarebbe il ricorso sempre più frequente ad automobili di grossa cilindrata, come i famigerati Suv o i più comuni fuoristrada: le due categorie più gettonate nei concessionari. Secondo i ricercatori, il successo dei mezzi più inquinanti sarebbe dovuto al prezzo sempre più basso del diesel, che peraltro rappresenta un pericolo per la salute pubblica. Questi dati ci fanno anche capire che il recente “Dieselgate” della Volkswagen non sembra avere aperto gli occhi a nessuno. Nell’immaginario collettivo le automobili sono ancora fra le principali cause d’inquinamento e le case automobilistiche, forse anche per questo, cercano di convincere che i mezzi immessi sul mercato siano sempre più ecologici. Ecco perché il mondo è ancora diviso fra gli obiettivi “quantitativi” dell’industria, lo strapotere delle lobby del petrolio e gli allarmi ambientali. Fino a quando si continuerà a giocare sulla pelle della gente? Oggi non basta più solo il buonsenso per capire che occorre puntare sull’innovazione nella produzione per contribuire in maniera significativa alla riduzione delle emissioni di CO2, ovviamente accanto alle necessarie (e ormai inderogabili) chiare e certe politiche energetiche internazionali.

Giuseppe Berta è professore associato di Storia contemporanea dal 2002 all’Università Bocconi di Milano. Ha diretto l’Archivio Storico Fiat dal 1996 al 2002. Fa parte del comitato scientifico della Fondazione Feltrinelli, del consiglio di amministrazione della Fondazione Einaudi ed è socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino.

Per approfondire la problematica dell’automobile in una prospettiva ambientalistica, Giorgio Thoeni lo ha incontrato: ne è emersa un’interessante dimensione antropologica in cui le problematiche di oggi fanno da corollario a un profondo cambio di paradigma per il domani, dove il nostro comportamento si pone al centro di un processo complesso ma non impossibile.

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