David LaChapelle con alcune delle sue opere (Keystone)

David LaChapelle: l'arte della fotografia pop

di Flavia Foradini

La realizzazione del suo personale sogno americano cominciò grazie ad Andy Warhol, che per primo credette in lui e gli procurò un lavoro come fotografo, nella New York di inizio anni 80, dove si fece presto un nome, diventando uno dei più gettonati fotografi di vip e star, e un ambìto regista di videoclip. Oggi però David LaChapelle guarda alla sua trentennale carriera da una posizione diversa, fatta di molto impegno sui grandi temi globali e da fotografie artistiche genuinamente pop, fantasiose, coloratissime, pittoriche, teatrali, candidamente trasgressive: al posto delle celebrities, i suoi partner principali sono ora gallerie rinomate e musei al di qua e al di là dell'oceano. Le sue ultime serie di scatti presentano da un lato promiscue divinità da giardino delle delizie, creature di un'èra segnata dall'AIDS. E dall'altro raffinerie e distributori di benzina dai colori caramella, infilati dentro a scorci naturali lussureggianti. Edifici della nostra quotidianità, a prima vista, che però ad un più attento esame rivelano essere modelli costruiti con materiali di un mondo ecologicamente insostenibile: cannucce da bibita, imballaggi, bicchieri usa e getta, lattine, palline di plastica, bigodini. In questo laser David LaChapelle offre sguardi dietro le quinte della sua vita e dei suoi set fotografici.

Fino al 23 dicembre 2014: Refineries and gas stations Galerie Daniel Templon, Parigi.

 

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