"Figlio, finché non ti avranno seppellito, ti seguirò cercandoti" (Keystone)

Desaparecidos, i 43

di Sara Sartori e Flore Murard-Yovanovitch


Mercoledì 29 aprile 2015 alle 09:00
Replica alle 22:35

Il 26 settembre 2014, a Iguala, nello Stato di Guerrero in Messico, gli studenti della scuola rurale di Ayotzinapa sono violentemente attaccati dalla polizia municipale mentre, a bordo di cinque autobus, si stanno recando in città per preparare una colletta. Il bilancio della sparatoria è di 6 morti, 25 feriti e 43 studenti, a tutt’oggi, vittime di sparizione forzata.

Gli studenti scomparsi, tra i 18 e i 20 anni, sono figli di campesinos, politicamente impegnati, e si stavano preparando per celebrare il 46esimo anniversario del massacro di Tlatelolco, la manifestazione degli studenti durante la quale, reparti speciali dell'esercito e della polizia spararono sulla folla uccidendo 300 giovani. 

Oggi siamo di fronte a un ricorso storico in Messico, come nel '68 gli studenti sono bersagli e vittime di governi e delle loro politiche. Nel caso attuale il presidente in carica, Enrique Pena Nieto, sta varando una serie di riforme, tra cui quella dell'istruzione, che prevede la chiusura delle scuole rurali, ultimo baluardo della rivoluzione messicana, luogo di emancipazione e riscatto popolare, prima tra tutte proprio quella di Ayotzinapa.

La sparizione forzata dei 43 studenti, è dunque solo il culmine di una situazione insopportabile per il popolo messicano, ferito e violato nei suoi diritti fondamentali. Nonostante si sia cercato di far coincidere la sparizione degli studenti con il ritrovamento di alcune fosse comuni clandestine, nessun test del Dna ha permesso di risalire ai corpi dei 43 studenti. Parenti e genitori dei desaparecidos, rifiutando la versione ufficiale del governo che li dichiara morti, e continuano a cercarli vivi. “Vivi li avete presi, vivi li rivogliamo”, questo è il motto del popolo messicano. Grazie alla sete di verità e giustizia alcuni genitori sono arrivati a fare appello al Comitato della Convenzione delle Nazione Unite contro le sparizioni forzate. 

Cosa significa essere vittima di sparizione forzata? Uscire di casa e non tornare più? Quale impatto ha questa violenza estrema sui familiari e sul corpo sociale in cui questa repressione innesca terrore e violazione di diritti umani primari? In questo Laser cercheremo di capire meglio il fenomeno della sparizione forzata, sia sul piano sociale che su quello giuridico; una terribile pratica, messa in opera in Messico da un governo corrotto, con la complicità dei cartelli della criminalità organizzata.

 

Champions League: Young Boys - Manchester United

Seguici con