
Fedeli in armi
Laser 06.02.2015, 10:00
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Il ritorno di toni bellicosi nell’arena pubblica a proposito della natura delle tre religioni monoteistiche più importanti (cristianesimo, ebraismo, islam) ha portato a reinterrogarsi sul rapporto tra fede e violenza, tra scritture sacre e atteggiamenti politici. La discussione è plurisecolare perché tocca le credenze ultime dell’essere umano, soprattutto quando questi si ritrovi a giustificare la legittimità di un conflitto o più generalmente una reazione di difesa. Ognuno, in battaglia, invoca un suo Dio, che ritiene migliore e superiore al Dio dell’avversario. È nota la scritta “Gott mit uns” impresso sul cinturone dell’esercito nazista. Gli attentati di Parigi hanno ricollocato al centro della scena il tema, complesso perché articolato in più facce e dimensioni: storiche, politiche e teologiche. Ne abbiamo parlato con due medievisti che all’argomento hanno dedicato approfondite ricerche: Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Franco Cardini.


