Laser

I pezzi facili di Milo Rau

di Sabrina Faller

  • 09.04.2018, 11:00
Milo Rau

Milo Rau

  • Keystone

LASER
Lunedì 09 aprile 2018 alle 09:00
Replica alle 22:35

A poco più di quarant’anni Milo Rau è riuscito a farsi querelare in Romania, espellere dalla Russia e a far dimissionare due ministri in Congo. Per lui, regista di teatro, con prolungamenti nel cinema, bernese con studi universitari nel cuore dell’Europa, tra Parigi, Zurigo e Berlino, l’azione politica diretta è fondamentale. Ecco qualche titolo dei suoi lavori: “Hate Radio”, “The Moscow Trials”, “The Civil Wars”, “The Dark Ages” e “Empire” (trilogia dedicata all’Europa), “Das Kongo Tribunal” (presentato lo scorso anno al Festival del Film di Locarno e candidato al Premio del Cinema Svizzero). È in arrivo al LAC di Lugano uno dei suoi lavori più disturbanti, “Five Easy Pieces”, commissionatogli dal Ghent Arts Center CAMPO in Belgio nel 2016, spettacolo che ha fatto incetta di premi in Europa e che evoca sulla scena e in video l’affaire Dutroux, ovvero i crimini su bambine e ragazze del cosiddetto "mostro di Marcinelle", che sconvolsero il Belgio e l’Europa negli anni ’90 del secolo scorso. Con un cast straordinario composto da ragazzini e un solo attore adulto, Milo Rau propone il suo sguardo inusuale, coraggioso e inevitabilmente politico sulla vicenda, cui fanno da sfondo, ma sono solo alcuni elementi, perché lo spettacolo è ricco di suggestioni, il colonialismo e il confronto fra la realtà del mondo infantile e adulto.

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Intervista originale Milo Rau

Laser 09.04.2018, 11:00

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