Le allieve del corso Burlesque di Lugano dopo l'esibizione al saggio
Le allieve del corso Burlesque di Lugano dopo l'esibizione al saggio

Il Burlesque "terapeutico"

Fenomenologia di un’arte piccante, di Daniel Bilenko e Jgor Gianola

Laser
Da martedì 26 a giovedì 28 luglio 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

L’arte del vedo-non-vedo trasformata in un documentario per sole orecchie. Questa una delle sfide di “Bourlesque, mon amour”, mini-serie di tre episodi da 25 minuti circa l’uno a cura di Daniel Bilenko e Jgor Gianola e prodotta da Roberto Antonini.

Un viaggio sonoro e immaginifico nel mondo dello strip-tease ironico (ma anche tenero, poetico e a volte volgare) in compagnia di donne (e qualche uomo) che lo praticano per diletto o professionalmente. Un mondo vecchio di 100 anni, il Burlesque. Eppure capace di rinnovarsi, farsi contaminare e proporsi in vesti (e uno svestirsi) nuovi. Ma soprattutto, in quanto fenomeno di costume e forma d’arte, capace di parlare di tutti noi: dei nostri pregiudizi morali e del nostro rapporto con la seduzione erotica.  

Perché una donna (magari insospettabile) si mette a farlo? E perché andare a una specie di strip-tease se il nudo non è –hum— integrale? Che gusto c’è? Infine, quale la storia e lo stato di salute del Burlesque oggigiorno?

 

Mercoledì 27 luglio 2016

Il Burlesque "terapeutico"

Le protagoniste di questo secondo episodio sono un’assistente di volo, una maestra di scuola dell’infanzia mamma di una bambina di 8 anni, una casalinga mamma di due adolescenti e una venditrice di abiti stile gotico e biker… Donne molto diverse tra di loro ma accomunate dal Burlesque. Sorprendente? Forse no, ci dice l’esperta di costume Lorenza Fruci, autrice di “Burlesque, Quando lo spettacolo diventa seduzione”.

 
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