"Diario dall'inferno di Brindisi", di Giuseppe Marchionna

Il grande sbarco

di Matteo Tacconi

Laser
Lunedì 07 marzo 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

 

Dall’Africa alla Sicilia, dalla Turchia alla Grecia. La traversata del Mediterraneo, dei suoi canali e dei suoi mari interni, è oggi un fatto quotidiano. Al punto che le imbarcazioni cariche di rifugiati, a volte, non fanno più neanche notizia. 

Tra il 6 e 7 marzo del 1991, esattamente 25 anni fa, tutto accadde invece all’improvviso, cogliendo la stampa impreparata. A Brindisi, una città di 90mila abitanti, giunsero in poche ore 25mila profughi albanesi. Superarono l’Adriatico a bordo di mercantili e pescherecci, in quello che fu il primo, grande esodo via mare dell’epoca in cui viviamo. Il principio dell’odierno peregrinare di popoli nel “mare di mezzo”.

Gli albanesi fuggivano da un paese al collasso, con il regime comunista allo stremo. Non avevano mai visto l’estero e l’Italia, nelle loro teste, era diventata un’attrazione fatale. Brindisi, davanti all’arrivo di quella massa di persone, rimase spiazzata. Anche perché il governo la lasciò sola, inviando i soccorso soltanto dopo qualche giorno. Fu così che i brindisini diedero vita a un vero e proprio miracolo solidale, sfamando e accogliendo nelle loro case i profughi.

Questa storia, oggi un po’ dimenticata, rivive nelle voci dei brindisini e degli albanesi che sono rimasti a vivere nella città pugliese, dopo esservi giunti in quel marzo di 25 anni fa, in quello che a oggi rimane lo sbarco più grande mai registrato, in una finestra di tempo così stretta, in tutto il Mediterraneo.

 

Ora in onda Agenda In onda dalle 7:20
Brani Brani in onda Carmen's cool - Barney Kessel Ore 7:27