Incontro con Carmelo Bene, un grande uomo d'arte, nel lontano 1988
Laser SPETTACOLO
Venerdì 12 agosto 2016 alle 11:35
Sabato 16 marzo 2002, all'età di 64 anni, moriva a Roma Carmelo Bene, autore, attore e regista discusso, criticato, amato, ma soprattutto un grande innovatore del linguaggio teatrale e un superbo interprete. È stato un attore e un regista di prorompente vitalità e di straordinario talento drammatico. Carmelo Bene ha scosso le coscienze, ha imposto riflessioni o, come disse allora Dario Fo, "è stato uno dei più grandi attori italiani del dopoguerra, anzi più che un attore, un uomo di espressività, un artista totale, come sono i veri, grandi artisti."
Nato nel 1937 a Campi Salentina, in provincia di Lecce, Bene fece i primi studi classici presso un collegio di gesuiti, e nel 1957 si iscrisse all'Accademia d'Arte Drammatica per lasciarla appena l'anno dopo, definendola semplicemente "inutile". In teatro debuttò a Roma nel 1959, come attore protagonista del Caligola di Albert Camus, per poi diventare regista di se stesso ed iniziare quella operazione di manipolazione e di "massacro" dei classici che divenne la sua cifra caratteristica e che egli si limitò a definire "variazioni". Fu in tal modo che esplose il "caso Carmelo Bene" che riuscì ad affascinare personaggi del calibro di Pier Paolo Pasolini, il quale lo volle come interprete del suo Edipo Re e con il quale ebbe inizio la sua parentesi cinematografica. Ferocemente polemico, provocatore nato, intelligenza teatrale pura, innovatore di linguaggio e artista a tutto tondo, Carmelo Bene ha indubbiamente segnato il teatro della seconda metà del Novecento.
Vi riproponiamo un incontro realizzato da Giorgio Thoeni nel 1988 in occasione di una serie di giornate seminariali di cui sentiremo gli echi. Carmelo Bene si trovava al Teatro Nuovo di Milano per rappresentare "Hommelette for Hamlet", un'operetta tratta da Jules Laforgue.

