Laser
Lunedì 11 aprile 2016 alle 09:00
Nata a Berna il 31 marzo del 1983 con il nome di Émilie Jeanne-Sophie Welti e oggi residente a Berlino, la cantautrice svizzera Sophie Hunger ha raggiunto negli ultimi anni una notevole notorietà in Europa, soprattutto in Francia e Germania. Il suo ultimo album, Supermoon, uscito nel 2015, si è addirittura issato al sesto posto delle classifiche tedesche. Figlia di una giurista grigionese e di un diplomatico zurighese, Sophie Hunger scrive e canta in inglese, tedesco, svizzero-tedesco e francese. Dopo Sketches on Sea, disco autoprodotto e registrato in casa nel 2006, la cantautrice diventa nota al grande pubblico con Monday’s ghost, del 2008, a cui seguono nel 2010 l’album 1983 e nel 2012 The Danger of Light. Del 2013 invece le registrazioni dal vivo (con tre inediti e un documentario) di The Rules of Fire.
Sophie Hunger si racconta al microfono di Yari Bernasconi: la sua «latente Unruhe» (NZZ) e la musica come fuga, il suo rapporto con le lingue, Berlino e la Svizzera, il concetto di “appartenenza” e le diverse sfaccettature del successo.

