Giovedì 28 maggio 2015 alle 09:00
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Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale, Paesaggio Costituzione Cemento, Azione popolare, Se Venezia muore, Il mondo salverà la bellezza? Sono i titoli di alcuni libri di Salvatore Settis, archeologo, antichista, storico dell’arte, uno degli intellettuali più impegnati di questi anni in Italia. Impegno, per lui, vuol dire essenzialmente fondare la militanza su conoscenze scientifiche e filologiche. Non dunque un impegno “ideologico”, ma una missione civile, che non guarda alle sorti dei partiti ma alla società nel suo complesso, con i suoi retaggi e orientamenti. Smarrire, snaturare, maltrattare la memoria storica significa infatti aprire le porte alla speculazione e alla distruzione del paesaggio, uno dei tratti tipici dal Rinascimento, età in cui prese avvio l’esperienza del Grand Tour, della scoperta delle ricchezze architettoniche e artistiche del Bel Paese.
Dal dicembre dell’anno scorso Salvatore Settis tiene un ciclo di conferenze all’Accademia di Architettura di Mendrisio, nell’ambito della Cattedra Borromini, un insegnamento che la direzione ha voluto introdurre per dar lustro alla scuola e per sottolineare un’illustre tradizione, quella dei “magistri” dei laghi. Orazio Martinetti lo ha incontrato durante una di queste conferenze.

