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La lingua fossile scompare

di Alessandro Bertellotti

LASER
Martedì 20 novembre 2018 alle 09:00
Replica 22:35

 

È considerata una lingua “fossile”, scritta esattamente come un migliaio di anni fa. Ma ora minacciata dall’avanzata inarrestabile dell’inglese. La lingua islandese è parlata solo da circa 300 mila persone, un idioma complesso, ricchissimo e che ha consentito lo sviluppo di tecniche romanzesche uniche. L’isola ha preservato la bellezza e l’unicità di questo idioma per centinaia e centinaia di anni, ha segnato l’identità nazionale e l’appartenenza ad un territorio e a un mare quasi inospitali. Ma il linguaggio standard dei computer, il forte incremento del turismo, l’arrivo di manodopera straniera e in generale l’apertura al mondo stanno modificando rapidamente e radicalmente il rapporto tra la lingua nazionale e la popolazione dell’Islanda. In alcuni settori professionali e ambienti universitari si parla inglese, nessuno utilizza le versioni islandesi dei (peraltro pochi) programmi per computer in lingua locale, perfino i bambini spesso trovano più comodo comunicare in una forma standard di inglese piuttosto che in islandese. Il futuro delle lingue parlate da una frazione minima della popolazione mondiale (un discorso che può valere anche per il romancio o addirittura l’italiano) sembra segnato, anche davanti all’arrivo di apparecchi tecnologici a riconoscimento vocale. Parleremo alla nostra auto e agli apparecchi domestici, ma in quale lingua? Proprio dall’Islanda però arrivano numerosi tentativi e progetti per tutelare e conservare la lingua nazionale, e consentirle di mantenere la vivacità, la vitalità e l’obiettivo che un idioma ha da sempre nella storia di un popolo e di un territorio.

 

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