Ogni giorno, una moltitudine di studenti in tutto il mondo esce da casa per recarsi a scuola. C’è chi prende un mezzo, chi si incammina a piedi lungo percorsi più o meno trafficati, chi si fa accompagnare. Poi arriva il momento in cui bisogna varcare la soglia della scuola.
Ma cosa accade se al posto di banchi, sedie e aule, la scuola venisse posta in essere nello stesso atto del camminare? Per saperlo abbiamo trascorso un’intera giornata con “Strade Maestre” un progetto nato lo scorso anno con l’obiettivo di mettere insieme l’istruzione con un lungo viaggio a piedi della durata di un intero anno scolastico. Oltre 1’000 chilometri di mulattiere, sentieri, strade asfaltate percorse con uno zaino sulle spalle mentre si osserva il territorio e ogni tanto si fa lezione. La classe di “Strade Maestre” è composta, quest’anno, da 14 alunni di età compresa tra i 16 e i 19 anni. È partita lo scorso settembre dal passo del Gran San Bernardo al confine tra la Svizzera e l’Italia. Il prossimo giugno dovrebbe arrivare in Calabria dopo aver attraversato tutta la penisola italiana.
Con le voci di:
Antonio Buccino, collaboratore scolastico scuola media statale L. Pavoni Roma
Sergio Giovanni, guida e insegnante di matematica e fisica a Strade Maestre
Jeanne Hug, Lorenzo di Marco e Filippo Boetti studenti di Strade Maestre
Valentina Frasisti, guida e insegnante di lettere e filosofia a Strade Maestre
Roberta Cortella, insegnante alle scuole medie Piaget Majorana di Roma e guida-insegnante nel progetto strade Maestre dello scorso anno
Marco Saverio Loperfido, tra gli ideatore del progetto Strade Maestre
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