LASER
Giovedì 1. marzo 2018 alle 09:00
Replica alle 22:35
Riecheggia il fragore delle spade contro gli scudi, il nitrire dei cavalli, la voce di un poeta cortese tra le rovine del Castello di Mesocco, fortezza dei Grigioni e roccaforte di storia e di splendori, mentre gli affreschi della Chiesa di Santa Maria del Castello, a pochi passi dalle imponenti rovine, lasciano ammutoliti i visitatori che si trovano di fronte alla testimonianza di un intenso percorso di vita nel XV secolo. Questi luoghi (e altri) abbiamo visitato in compagnia dello studioso e appassionato ricercatore Giorgio Tognola, curatore del volume “Tracce d’inchiostro. Scritti di donne e uomini che percorsero la Mesolcina e la Calanca tra il X e il XXI secolo”. Muovendoci verso Lostallo, il prato della Centena, che accoglieva le assemblee popolari di Mesolcina e Calanca fino a qualche decennio fa, si mostra oggi nella sua suggestiva ampiezza. Ma la Mesolcina non finisce qui... E nel nostro sito trovate altre tappe fondamentali: i reperti archeologici del neolitico ai piedi del castello di Mesocco, i grotti di Cama, l’Albergo della Croce Bianca di Roveredo e la collegiata di San Vittore.
C’era una volta un castello in Mesolcina

Contenuto audio
Ai piedi del castello
Laser 01.03.2018, 10:00
I grotti di Cama
Laser 01.03.2018, 10:00
L'albergo della Croce Bianca di Roveredo
Laser 01.03.2018, 10:00
La Collegiata di San Vittore
Laser 01.03.2018, 10:00

