Ogni anno in Svizzera oltre 2’000 persone finiscono in coma. Poco più della metà di loro sopravvive.
La terapia intensiva salva vite umane, ma è un’esperienza molto pesante da vivere, con strascichi fisici, cognitivi e psicologici, oggi riconosciuti sotto il termine PICS (Post Intensive Care Syndrome). Per aiutare i pazienti in coma, alcuni ospedali introducono all’interno del percorso di cura l’utilizzo di diari narrativi che, scritti da infermiere e infermieri, altro personale sanitario e parenti, riducono l’insorgenza della PICS e aiutano i pazienti a riappropriarsi della propria storia, interrotta dalla malattia e dal coma.
“Buongiorno signor Alessio*, sono Sergio, l’infermiere che si sta occupando di lei in questo momento… Non conosco nulla di lei, vedo solo che è giovane e spero che potrà svegliarsi presto. Nel frattempo, faccio – in realtà, facciamo tutti - il tifo per lei”.
I diari di terapia intensiva hanno un valore terapeutico e umano. In questo documentario li apriamo, sfogliamo e leggiamo con rispetto ed emozione, guidati da Sergio Calzari, infermiere di Terapia intensiva presso il Cardiocentro dell’EOC e fondatore del progetto postintensiva per un’umanizzazione della terapia intensiva; Flavia Pegoraro, infermiera in Urgenza Emergenza presso l’IRRCS San Gerardo dei Tintori di Monza, docente, ricercatrice e autrice di una serie di interventi pubblicata sui Sentieri nelle Medical Humanities e Mirko Achermann che, sopravvissuto a un’esperienza di coma durata più mesi, ha scelto di condividere la sua storia e il suo diario sul blog.
*Nome d’invenzione, a tutela della privacy
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