
Nelle carceri di Assad
Laser 24.12.2014, 10:00
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La battaglia contro i guerriglieri dello Stato Islamico in Siria non deve far dimenticare le violazioni dei diritti umani commesse dal regime di Assad.
Decine di migliaia di prigionieri politici siriani sono tuttora chiusi nelle sue carceri. Raccontiamo la storia di Mazen Darwish e della sua giovane moglie Yara Badr, che una volta al mese raggiunge Damasco per andare a trovarlo in prigione, rischiando la vita. Un viaggio verso la guerra, che approda in una città grigia, triste, dove niente più ha senso e tutti hanno perso la fiducia negli altri. Raccontiamo la storia di Maisa Saleh, un'infermiera 30enne che confezionava reportages clandestini da Damasco per una tv dell'opposizione. Dopo alcuni mesi è stata scoperta e arrestata. Intanto, la sorella Samar, anche lei attivista, cadeva nelle mani dell'Isis vicino ad Aleppo.
Sono storie personali che ci dicono molto della situazione in Siria. Dove gli attivisti laici ora sono fra due fuochi: da una parte l'estremismo islamico, dall'altra la violenza del regime. Maisa Saleh ci mette in guardia: “Va bene combattere l'Isis, ma non scordiamoci che è solo il sintomo dei problemi della Siria. Non è la causa”.

