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Nigeria. Il gigante dai piedi d’argilla al voto

di Raffaele Masto

  • 05.02.2015, 10:00
Goodluck Jonathan durante la campagna elettorale, 28 gennaio 2015

Goodluck Jonathan durante la campagna elettorale, 28 gennaio 2015

  • Keystone
29:23
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Nigeria. Il gigante dai piedi d’argilla al voto

Laser 05.02.2015, 10:00

Tra pochi giorni la Nigeria andrà al voto. Si tratta di una elezione dal quale verrà fuori il nuovo presidente di un paese che è una sorta di fabbrica di contraddizioni, contrasti e lacerazioni: la Nigeria è il paese più ricco d'Africa, il suo Pil ha superato quello del Sudafrica, storicamente il più alto. Di fatto si tratta di un abbaglio, la Nigeria è il paese più popoloso d'Africa e se quel PIL viene diviso per i quasi 180 milioni di abitanti la Nigeria torna ad essere un paese povero. Il Nord di questo paese poi vive il terrore di Boko Haram, una setta islamica sanguinaria che ha fatto migliaia di morti, centinaia di sequestri, e centinaia di migliaia di profughi. I miliziani di Boko Haram hanno un armamentario ideologico surreale: non credono che la terra sia rotonda, per esempio, e considerano la pioggia una benedizione o una maledizione di Allah e non un fenomeno di evaporazione e condensazione. Ma mentre il nord del paese vive un oscurantismo da medio evo, il sud è il maggiore produttore di film, telenovelas e musica di tutta l'Africa. Nella fornace delle elezioni che si svolgono tra qualche giorno entrano tutte queste contraddizioni concentrate in due uomini: il presidente uscente Goodluck Jonathan, uomo del sud e di religione cristiana, e il generale ed ex dittatore Muhammadu Buhari, uomo del nord e di religione islamica.

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