Paloma Casaseca e alcuni migranti al centro IOM di Niamey
Paloma Casaseca e alcuni migranti al centro IOM di Niamey (© RSI - Elisabetta Jankovic)

Passaggio in Niger: la rotta dei migranti

di Elisabetta Jankovic

Laser
Giovedì 10 settembre alle 09:00
Replica alle 22:35

 

Arrivare in Europa attraversando il Mediterraneo è una rotta che i migranti conoscono bene da almeno dieci anni. Non è certo l'unica, ma è sicuramente la più pericolosa. Secondo un bilancio dell' IOM, Organizzazione Mondiale delle Migrazioni, sarebbero 2500 i morti dall'inizio dell'anno. La stima è al ribasso.

A mettersi in viaggio per settimane, mesi e a volte, se non hanno soldi sufficienti, anche anni, sono nigeriani, maliani, senegalesi, gambiani, ivoriani, burkinabè. Viaggiano in bus fino a Niamey, capitale del Niger, poi fanno tappa ad Agadez, alle porte del Sahara, e da lì si affidano ai passeur per affrontare il deserto e raggiungere la Libia. E la Libia, dopo il 2011, è diventata terra di nessuno, o meglio: terra dove i peggior traffici, anche quelli di esseri umani, proliferano indisturbati.

Siamo andati a incontrarli. Ci hanno raccontato le loro storie, spesso simili, sempre drammatiche. E abbiamo incontrato anche le figure istituzionali che si misurano ogni giorno con questo flusso inarrestabile.
Infine abbiamo raccolto le voci anche di chi, per conto dell'Europa, cerca di trovare delle soluzioni.

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