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Sfruttate nei campi

di Stefania Prandi e Natascha Fioretti

LASER
Venerdì 17 marzo 2017 alle 09:00

Anna, Dominita, Rosa, Annalisa, Marzia sono le voci delle donne che hanno deciso di raccontare la loro storia di lavoratrici agricole in Puglia. Donne italiane, rumene, bulgare, costrette a lavorare nei campi, nelle serre bollenti, fino a dieci ore al giorno per 2,5 euro all'ora. Donne che chiamano padroni i loro datori di lavoro, donne che vengono reclutate nei campi dai caporali solo se accettano di essere sfruttate, sottopagate e ricattate sessualmente per pochi soldi. Chi si ribella o alza la testa è fuori, di questi tempi la fila di chi cerca lavoro è lunga. Le storie che ascolterete in questa puntata di Laser non sono, infatti, delle sfortunate eccezioni ma la forte testimonianza di una realtà che a livello nazionale vede impiegato un esercito di 430.000 braccia anonime di cui le donne rappresentano più del 42%. Di queste più del 30% lavora nell'illegalità e, non solo in Puglia, ma anche in Sicilia, Calabria, Campania e alcune regioni del nord Italia. Le braccianti agricole stagionali sono le schiave del nostro secolo, le schiave di un sistema criminale che dopo il recente rogo della comunità di baraccopoli avvenuto in Puglia, tra San Severo e Rignano Garganico, è tornato sotto i riflettori. Peccato siano solo questi tragici eventi a risvegliare l'attenzione dei media e della politica che solitamente, invece, tendono a fare spallucce dinanzi alle condizioni disumane e disagiate che segnano la vita di braccianti immigrati e italiani. Proprio per questo abbiamo pensato fosse importante parlarne, e lo abbiamo fatto raccogliendo le voci sul campo, le testimonianze delle donne dedite a raccogliere pomodori, fragole, uva, arance, melanzane e carciofi che regolarmente finiscono sulla nostra tavola. Vi raccontiamo storie di illegalità e di sfruttamento dando voce all'altra metà dell'agricoltura, quella femminile, preferita dai caporali e dai padroni perché ricattabile sessualmente.