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Si fa presto a dire “liscio”…

di Romano Giuffrida

  • 13.05.2016, 11:00
iStock_Tipo di danza, Salsa, Due genitori, Relazione di coppia, Musica Salsa
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Venerdì 13 maggio 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

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Si fa presto a dire “liscio”…

Laser 13.05.2016, 11:00

Il ballo “liscio” è sicuramente uno dei riferimenti “topici” dell’immaginario comune quando si parli di Emilia Romagna e della sua riviera (naturalmente, insieme a salamelle alla griglia, piadine e Lambrusco…). Non è un’immagine fuori luogo, anche perché nell’attraversare la regione soprattutto durante il periodo estivo, è molto facile imbattersi in sagre, fiere paesane e festival di partito dove, nella proverbiale logica del “un colpo al cerchio e uno alla botte”, insieme a cantanti e gruppi “alla moda” richiamo per i più giovani, orchestrine di “liscio” sono sempre e immancabilmente presenti e, oltretutto, ottengono un seguito di pubblico che nulla ha da invidiare a molti protagonisti della musica leggera. Il “liscio”, infatti, è un appuntamento al quale gli appassionati non possono mancare: a coppie o in gruppo sono pochi quelli che resistono al richiamo della pista da ballo (c’è chi, afferma come se nulla fosse, che il liscio lo balla con continuità da oltre sessantanni…). Non tutti sanno però, che quello che comunemente viene chiamato “ballo liscio”, pur avendo mantenuto lo stesso nome e pur mantenendo spesso gli stessi ritmi di valzer, polke o mazurche, ha poco o nulla a che fare con il vero “liscio”. Il “liscio Doc”, quello delle origini, che la luce nella stessa Emilia Romagna più di un secolo fa quando, in anni difficilissimi caratterizzati da miseria, fame, sfruttamento, violenze, occupazioni di terre e scioperi, numerosi braccianti e contadini, per cercare di dare una svolta alla loro vita miseranda, si misero a studiare seriamente viole, violini, contrabbassi e fiati per accompagnare a pagamento le danze durante matrimoni, feste patronali e battesimi. Romano Giuffrida, ha voluto ripercorrere questa storia particolarissima del ballo liscio che, dopo essersi intrecciata con le lotte e le vicende del socialismo nascente tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, nel corso dei decenni successivi, pur con tutte le modificazioni dovute alla “modernità” portata dalla ricostruzione post-bellica, ha comunque accompagnato e accompagna le vicende di questa regione sino ai nostri giorni.

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