Laser

Stanislav Altman

di Mauro Frigerio

  • 30.12.2016, 10:00
"Hall of Names" al museo Yad Vashem, Gerusalemme

"Hall of Names" al museo Yad Vashem, Gerusalemme

  • Keystone

LASER
Venerdì 30 dicembre 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

Forse il nome Stanislav Altman non dice molto al grande pubblico. E fino a qualche anno fa non diceva molto nemmeno a Micheline e Robert Altman, i suoi nipoti. Perché Stanislav Altman, oltre che fotografo di fama in Polonia agli inizi del secolo scorso, è stato anche una delle milioni di vittime della Shoah, deportato un giorno del '43 e ucciso quello stesso giorno. Di lui e del suo lavoro per oltre 70 anni non si è più saputo quasi nulla, e solo ora, piano piano, grazie ai suoi nipoti, il suo lavoro e la sua rilevanza come fotografo tornano alla luce.

Questo “Laser” è un viaggio alla riscoperta di un uomo e della sua identità. Ed è il tentativo di cogliere, al di là del tempo e dello spazio, e persino della persona stessa, un po' di quella cosa quasi così inafferrabile che chiamiamo identità.

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