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Storia di un’abbazia e la nascita della modernità

Bernardo di Chiaravalle raccontato dallo storico Jean François Leroux, di Monica Bonetti

  • 10.04.2018, 11:00
Filippino Lippi, Apparizione della Vergine a san Bernardo (1486)

Filippino Lippi, Apparizione della Vergine a san Bernardo (1486)

  • Wikipedia

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Martedì 10 aprile 2018 alle 09:00
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Bernardo di Chiaravalle è una delle figure chiave del medioevo. Teologo, filosofo, sponsor dei templari, consigliere di papi e di sovrani, fondatore dell’abbazia di Clairevaux (Chiaravalle), una delle più antiche in Francia nel cuore della Champagne.

Se oggi lo si ricorda soprattutto per la disputa che lo vide contrapposto ad Abelardo, fu lui a ottenerne la condanna e certo nella storia questo non gli ha fruttato molte simpatie, la sua influenza sulla cultura del tempo è però molto più vasta. E proprio nell’abbazia di Clairevaux se ne può rintracciare il senso e una lezione tutt’ora attuale sul rapporto tra città e campagna.

Quando fonda l’abazia di Chiaravalle nel 1115 - una delle prime abbazie cistercensi in Francia- Bernardo di fatto ridisegna l’organizzazione economica e la pianificazione territoriale della regione creando i presupposti per la nascita della modernità.

Una lezione che con passione e un confronto costante tra passato e presente ci ripete lo storico e scrittore Jean François Leroux che di Clairevaux si interessa da oltre 60 anni ed è presidente dell’associazione “Renaissance de l’abbaye de Clairvaux”, che garantisce la gestione culturale e turistica del sito storico dell’antica abbazia cistercense dopo che nel 1808 Napoleone l’aveva recisa una prigione di stato.

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