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Uli Sigg, 40 anni di arte (e storia) cinese

di Monica Bonetti

  • 30.11.2016, 10:00
Uli Sigg

Uli Sigg

  • Keystone

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Mercoledì 30 novembre 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

Ha passato gli ultimi 40 anni collezionando quella che è diventata la più grande raccolta al mondo di arte contemporanea cinese. Poi nel 2012 ne ha donato la gran parte al M+ di Hong Kong, il museo progettato dai basilesi Herzog & de Meuron che aprirà nel 2019.

È Uli Sigg, prima giornalista economico, poi imprenditore, ambasciatore svizzero a Pechino dal 1995 al 1998, tutt’ora uomo d’affari molto attivo in Cina che conosce e frequenta da quando alla fine degli anni ‘70 per la Schindler vi si recò con l’incarico di impostare e costituire la prima joint venture di una gruppo industriale occidentale con una società statale cinese.

Ma come è successo che quest’uomo nato a Lucerna nel 1946 diventasse da una parte il più grande collezionista al mondo di arte cinese contemporanea e dall’altra consulente di importanti paesi occidentali come Stati Uniti e Gran Bretagna nelle relazioni con il governo cinese?

Monica Bonetti lo ha incontrato in occasione di una sua visita a Lugano per presentare un documentario sulla sua vita e le sue attività. Ne è nato un ritratto in cui Sigg racconta la sua passione per l’arte e in cui testimonia come quest’ultima sia stata la strada per conoscere la Cina e il profondo mutamento della sua società nelle ultime decadi.

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