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Un futuro nel passato

L'immaginazione è al potere, di Romano Giuffrida

  • 09.05.2018, 11:00
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Mercoledì 09 maggio 2018 alle 09:00
Replica alle 22:35

"Vietato vietare!", "Siate realisti, chiedete l’impossibile!", "L’immaginazione al potere!": sono alcuni degli slogan che si potevano leggere sui muri di Parigi nel 1968, l’anno della ribellione studentesca e operaia che travolse il cosiddetto “quieto vivere” del mondo occidentale, e non solo.

Da allora sono trascorsi cinquant’anni; l’immaginazione – così come romanticamente veniva considerata allora – non ha preso il potere; i protagonisti di quella stagione di “contestazione globale”, come si diceva in quel tempo, hanno un’età che, per alcuni, supera ampiamente i settant’anni e, per finire, la società di oggi sembra distante anni luce da quei giorni che furono caratterizzati da immensi cortei, da bandiere rosse e nere, da sirene della polizia, dal fumo di candelotti lacrimogeni tanto che, i giovani di oggi, quando vedono sul web immagini di allora, stentano a credere che non facciano parte di una fiction televisiva.

E se la storia fosse andata in maniera diversa? Se i giovani di allora e la loro creatività avessero vinto e avessero portato veramente la fantasia al potere, in che mondo vivremmo? Per saperlo abbiamo immaginato una “macchina del tempo” simile a quella costruita nel 1985 da Robert Zemeckis per il film "Ritorno al futuro" e con quella abbiamo riportato indietro nel tempo, per la precisione fino al primo giugno 1968, alcuni crononauti e poi ci siamo fatti raccontare cosa vedevano attorno a loro: che mondo stava nascendo dopo il "maggio vittorioso"? Tra i molti sognatori che hanno deciso di affrontare insieme a noi questo viaggio nel tempo: Eugenio Finardi, Piero Scaramucci, Alessandro Mendini, Claudio Lolli, Bruno Bigoni, Luca Vasco, Sandro Tore.

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