Il 18 settembre oltre 5 milioni di scozzesi dovranno esprimere la loro opinione su un tema cruciale: l'indipendenza totale dalla Gran Bretagna. Dopo trecento anni di unione, il Partito nazionalista scozzese (SNP) guidato da Alex Salmond, ha lanciato la sfida: la Scozia può farcela da sola, ha risorse, cervelli, perfino il petrolio. La politica di Westminster, dicono i sostenitori del Sì all'indipendenza, è poco attenta alle esigenze degli scozzesi, troppo conservatrice per una regione che da sempre vota laburista e che due volte è stata trascinata in guerra contro la proprio volontà, in Iraq e nelle Falkland. La Scozia indipendente vorrebbe però mantenere la sterlina, la Regina Elisabetta come capo di stato, e rimanere in seno all'Unione Europea. E Londra cosa dice? Per il governo inglese la perdita della Scozia sarebbe gravissima, una mutilazione con conseguenze anche sugli equilibri politici interni, dato che la quarantina di deputati scozzesi a Londra sono quasi tutti laburisti. La campagna dei pro e dei contro si gioca a suon di spot televisivi :i sostenitori del NO affermano che è meglio stare insieme, il loro slogan è BETTER TOGETHER , temono per l'economia, la sanità e le pensioni. I SÌ dipingono un futuro glorioso improntato a maggiore socialità, attenzione ai più deboli e alla cultura. Ed è proprio negli ambienti della cultura, in particolare della musica e del teatro, che Cristina Foglia è andata a sentire come si vive questo appassionante momento.
Cristina Foglia

Una scozia indipendente?
Laser 10.09.2014, 13:26
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Dal TG20:
10.09.2014: Partiti inglesi contro l'indipendenza scozzese
RSI Telegiornale 10.09.2014, 23:16

