Mercoledì 22 aprile 2015 alle 09:00
Replica alle 22:35

Venezia Armena
Laser 22.04.2015, 11:00
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C’è un filo secolare che lega la storia di Venezia a quella dell’Armenia. E’ stata definita un’amicizia ininterrotta, alimentata da profondi rapporti commerciali e culturali e da un’integrazione sociale che in molti casi ha cancellato le tracce della presenza armena lagunare. Tuttavia le impronte le ritroviamo in parecchi toponimi, nei cognomi di molte famiglie, in Chiese e in palazzi.
C’è però un luogo privilegiato, al di fuori dei grandi flussi turistici benché a pochi minuti da San Marco, che ci svela tutta la grandezza della tradizione culturale e religiosa armena: è l’isola di San Lazzaro, definita anche “un’Armenia in miniatura”. In questo piccolo fazzoletto di terra, un nobile monaco armeno di Sebaste, detto Melchitar, ottenne dalla Repubblica di Venezia di stabilirsi nel 1717 per sfuggire alle persecuzioni dei turchi durante la guerra di Morea. Così è nata la Comunità dei Padri Armeni mechitaristi presenti ancora oggi a San Lazzaro, dove nel corso dei secoli sono confluiti migliaia e migliaia di oggetti, dipinti, manoscritti e libri dal valore inestimabile; un patrimonio che ha permesso alla cultura armena di non disperdersi e di continuare ad irradiare la sua forza.
In questo breve viaggio attraverso la Venezia armena, incontreremo padre Elia, monaco mechitarista, il filosofo Alberto Peratoner e la storica dell’arte Emanuela Zucchetta.
Venezia Armena: alcuni scatti










