Laser

William Finnegan: una vita tra le onde

di Anna Casanova

  • 30.11.2017, 10:00

LASER
Giovedì 30 novembre 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35

Il giornalista californiano William Finnegan, classe 1952, cresciuto tra Los Angeles e le Hawaii, staff writer del New Yorker, autore di diversi libri-inchiesta, per decenni inviato di guerra e reporter nei Paesi più caldi del globo, non si aspettava di vincere nel 2016 il Premio Pulizer per un libro così personale, così autobiografico, così unico come il suo memoir Giorni Selvaggi. Animo irrequieto con una grande sensibilità, temperamento timido ma amante delle sfide, custode tenace del senso di giustizia e della forza della denuncia dei soprusi e violenze, grande capacità di scrittura coniugata con un’intelligenza fine e acuta, figlio di un produttore televisivo che per lavoro trasferì tutta la famiglia, per diversi periodi, alle Hawaii, William Finnegan nel suo libro “Giorni Selvaggi” ci regala la sua infanzia, la sua giovinezza, i suoi amori, i suoi studi, le sue lotte, i suoi primi tentativi di scrittura, la sua formazione e maturazione, viaggiando dalla California alle Hawaii, dalla Polinesia all’Australia, dall’Indonesia al Sudafrica, sempre sulla cresta dell’onda. Perché inseguire “l‘onda perfetta”, riuscire a surfare nove delle dieci migliori onde del mondo, è la passione primigenia di William Finnegan, sbocciata da ragazzino e compagna costante di tutta una vita. Sarà lo stesso William Finnegan a raccontarci di questa sua passione-ossessione, di questa “filosofia di vita” e ad accompagnarci nell’altra sua grande passione, il giornalismo d’inchiesta, spaziando dal periodo dell’Apartheid in Sud-Africa all’odierna America di Trump.

William Finnegan, Premio Pulitzer 2016

William Finnegan, Premio Pulitzer 2016

  • Keystone

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